Loading...

La fuga di Enea e la ricerca di una nuova patria

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin

Sorry, this entry is only available in Italian. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in the alternative language. You may click the link to switch the active language.

10 giugno

Dall’Eneide di Virgilio

Adattamento scenico e regia: Mimmo Cuticchio

Opranti: Mimmo e Giacomo Cuticchio

Manianti: Alessandro D’Amico, Tania Giordano, Giuseppe Graffeo

Organizzazione: Elisa Puleo

Ultima produzione anno 2021 non ancora debuttata.

La ricezione del mito di Enea nella cultura europea, dal Medioevo ad oggi, è sconfinata in ogni ambito: dalla letteratura alle arti visive, dal teatro alla musica, al cinema. Quella di Virgilio non è che l’ennesima variante di un mito enormemente complesso, che origina più di mille anni prima dell’Eneide e che nel corso dei secoli ha continuato ad arricchirsi e modificarsi, in una stratificazione di versioni funzionali di volta in volta a rinnovate strategie politiche e identitarie, interessi di città e paesi desiderosi di accreditare un fondatore prestigioso.

Il mito di Enea non è dunque un racconto del passato, al contrario, il profugo virgiliano è tornato a proporsi, in anni recenti, come emblema di altri e non meno drammatici esili. La sua figura di esule, di sconfitto senza patria, si presta ad esprimere la condizione del migrante di oggi, ed è su questi aspetti che il nostro spettacolo focalizza la sua attenzione. Nell’Eneide è rilevante il tema delle contaminazioni e del meticciato, che stanno all’origine della stessa fondazione di Roma, e che accompagnano lo sviluppo e la storia della città in tutte le epoche.

La storia di Enea, la sua ricerca di una patria, tuttavia, è anche storia di violenza e di soprusi, una storia di conquiste sanguinose.

L’obiettivo del nostro spettacolo è quello di far emergere, più che il racconto della guerra – con le sue atrocità e la sua veemenza distruttrice – il valore, l’intrepidezza e lo spirito di sacrificio messi al servizio di un nobile ideale. Dietro l’impalcatura eroica, tuttavia, l’Eneide è un poema profondamente triste, le sue pagine più belle e memorabili cantano di sciagure e di dolori con un tono di pietà e di compassione fraterna.

Le musiche non sono quelle del piano a cilindro, che accompagnano gli spettacoli tradizionali, ma del tutto originali. Strumenti antichi e moderni saranno utilizzati simultaneamente per la realizzazione di una colonna sonora che accompagnerà la progressione dialettica dei fatti rappresentati, seguendo i ritmi di improvvisazione tipici del teatro dei pupi.