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MASCAGNI

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E’ stato applaudito lo scorso settembre alla prima edizione del “Mascagni Festival” e arriva sul palcoscenico del Teatro Goldoni lunedì 7 dicembre alle ore 21 con un nuovo streaming on demand “Mascagni”, il monologo teatrale di Alessandro Brucioni e Michele Crestacci, con Michele Crestacci; Massimo Signorini fisarmonica.

L’appuntamento, in occasione dell’anniversario della nascita del compositore livornese, sarà visibile gratuitamente sul canale YouTube del Teatro Goldoni, su livu.it e sulla piattaforma italiafestival.tv (lo spettacolo sarà disponibile on demand dopo la diretta streaming).

Coprodotto con mo-wan teatro, con la regia di Alessandro Brucioni, “Mascagni” è uno spettacolo di narrazione.

Un attore e un fisarmonicista raccontano con uno stile comico e drammatico la storia personale e artistica di Pietro Mascagni, restituendo il complesso ritratto di un uomo reso celebre in tutto il mondo per le sue composizioni. Nel pensare la sua figura, gli autori si sono concentrati sulla ricostruzione del mondo sociale e culturale dell’epoca: l’avvento del fascismo, le guerre coloniali, la rivalità artistica, il desiderio di affermazione e di riconoscimento del suo valore artistico, le sue burrascose vicende sentimentali. Mascagni nell’ immaginario sonoro di chi racconterà il personaggio da questa prospettiva è certamente l’intermezzo, dove le note narrano con sconfinata e struggente dimensione melodica la drammatica vicenda umana.

Mascagni racconta ancora molto di noi e della Livorno del secolo scorso – spiegano gli autori – Come per tutti gli spettacoli di mo-wan teatro sui personaggi storici e celebri di Livorno, il taglio scelto è lo sconfinamento tra il passato e il presente, la continuità e le differenze, la scoperta di sotterranee connessioni culturali, sociali e di costume. Ritrovare in noi stessi i caratteri dei personaggi, e far in modo che essi siano capaci di raccontarci come uomini contemporanei e di raccontarsi nel loro mondo intimo e umano oltre che storico e culturale. Siamo come dei medium. Nel contatto con la storia del personaggio forziamo le stanze chiuse, entriamo nelle cantine umide, ci issiamo sui vetri delle loro finestre per vedere e riconoscere i loro voli artistici”.

Mascagni è un monologo singolare, che inizia il suo percorso da una ricerca storico/musicale. Abbraccia i luoghi del tempo che fu con un approfondimento sul vissuto di Pietro. Dalla nascita in piazza delle Erbe – a Livorno – fino alla sua morte, nella città eterna. In mezzo c’ è un turbinio di storie, personaggi, momenti indelebili. Rimane addosso – come un profumo che stenta a scollarsi dalla pelle – il salmastro che prende a morsi le banchine del porto di Livorno a fine ottocento e la vita di Pietro, fatta di coraggio, caparbietà, decisione e carattere di scoglio.

La drammaturgia di questo lavoro si fonde con la caratteristica principale del suo interprete, Michele Crestacci: essere vero sempre, dannatamente vero. La pièce si fa incalzante iperbole tesa alla didascalia dove l’attore, attraverso testo e interpretazione, scava caparbio attimi, caratteri e sentimenti, che diventano ora emorragia calda di suoni in slang labronico, ora racconto curioso e pulsante. Mascagni è un vino rosso da gustare più volte, con note di navi cullate dal porto, viaggi, carretti sgangherati, strilloni in giro per strade deserte, sottolineati da sentori genialità compositiva, talento, successo. E amore.

CONTINUA